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Studi campi Elettromagnetici Stampa E-mail

 


CAVO SPECIALE PER "BIO-ARCHITETTURA"
Numerosi studi scientifici riguardanti gli effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri umani , ci forniscono una quantità importante di informazioni su questo argomento.
L’ insieme degli studi permette di affermare che le esposizione a lunga durata ai campi magnetici di frequenza 50/60 hertz aumenta i rischi di cancro ed in particolare delle leucemie . I rischi sono più marcati per i bambini. Questi disturbi compaiono con dei valori di esposizione dei campi magnetici a partire da 2 a 3 milligauss . Questo valore lo incontriamo a una distanza di 200 mt da una linea elettrica di 220000 V a pieno carico , oppure a 30 / 50 cm da una radio sveglia.
Gli studi più conosciuti sono quelli concernenti gli effetti dei campi magnetici delle linee ad alta tensione. Gli effetti delle linee AT sono stati studiati a causa delle inquietudini di un numero alto di persone CHE VIVEVANO NELLE VICINANZE ed anche perché è facile identificare una popolazione esposta a questi campi magnetici. Dal 1979, degli studi sono stati realizzati soprattutto in Nordamerica ed in Europa sugli effetti dei campi magnetici e dei campi elettrici. Più interessante è lo studio realizzato con un rigore incontestabile da Feychting ed Alhbom (1993) in Svezia su una popolazione di 436 000 persone. Tale studio afferma che esiste un rapporto direttamente proporzionale tra l'aumento del rischio di leucemia e l'intensità del campo magnetico.
La commission internationale de Protection contre les rayonnements non-ionisants a publié en 1990 un guide provisoire qui fixe les limites d'exposition aux champs électromagnétiques 50/60 hertz. Ces limites ont été établies en se basant sur les courants électriques qui peuvent être induits dans le corps humain par les champs électriques et magnétiques. D'après ce guide, la limite d'exposition pour le public est de 1000 mG et même 10 000 mG pour les expositions de courte durée.
Nous sommes très loin des seuils de risque mis en évidence par les études épidémiologiques.
La commissione internazionale di Protezione contro le radiazioni non ionizzanti ha pubblicato nel 1990 una guida provvisoria che fissa i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici 50/60 hertz. Questi limiti sono stati stabiliti basandosi sulle correnti elettriche che possono essere indotte nel corpo umano per i campi elettrici e magnetici. Secondo questa guida, il limite di esposizione per il pubblico è di 1000 mG e stessi 10 000 mG per le esposizioni di corta durata.
Siamo molto lontano dalle soglie di rischio messe in evidenza per gli studi epidemiologici.


Gli schermi di computer sono l'oggetto di un'attenzione particolare
Devono essere conformi ad una direttiva europea del 29 maggio 1990.
Questa direttiva è stata trascritta nel diritto francese per un decreto del 14 maggio 1991 che esigono in particolare che:
"Tutte le radiazioni, eccetto la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte ai livelli trascurabili del punto di vista della protezione, della sicurezza e della salute dei travaileurs".
La norma svedese (MPR90) è più precisa, poiché precisa che il campo elettrico ed il campo magnetico, 50 hertz, devono essere ridotti rispettivamente a 25 V/m e 2,5 mG, a 50 cm dello schermo. abbiamo beneficiato di questa norma svedese, poiché la maggior parte dei fabbricanti di schermi si sono adattati.
Questa norma è stata seguita da altri MPR2 e poi TCO 99 più severo che le precedenti, 10 V/m e 2 mG a 30 cm davanti allo schermo.
Si nota lo scarto considerevole tra le norme dell'INIRC 1000 o 10000 mG, e la norma TCO 99 applicato agli schermi di computer.
Conoscere il livello di sicurezza di un impianto elettrico domestico è importante, anche alla luce di quello che impone la legge 46/90. Ma gli impianti sono conformi alle disposizioni di legge? Per rispondere a questa domanda, è stata condotta una ricerca per appurare lo stato delle cose e il grado di conoscenza delle famiglie; i risultati si trovano sul sito di Casa Sicura.
Il problema della sicurezza degli impianti elettrici è attentamente valutato anche a livello internazionale. IIR per il tramite di ECI collabora con FEEDS (Forum For Enhanced Electrical Domestic Safety ) allo sviluppo di una regolamentazione sia normativa che legislativa che favorisca un aumento della sicurezza delle nostre case.
Ora pur riconoscendo che viviamo costantemente immersi nei campi elettromagnetici artificiali e che a questo inquinamento è sempre più urgente dare delle risposte sociali, ciò non toglie che per quanto riguarda la nostra abitazione possiamo decidere, da subito, di migliorare le cose, approntando le giuste contromisure.
L’attenzione va posta soprattutto sulla zona notte, dove passiamo circa un terzo dell’esistenza.
E’ quindi importantissimo dedicare alla camera da letto l’attenzione che merita.
La situazione classica che si presenta ad una prima osservazione è quella dei cavi elettrici: passano sotto il letto e si diramano alle prese poste ai lati dei due comodini, dove spesso c’è una radiosveglia che assorbe sempre corrente.
Ecco allora venirci in aiuto alcune soluzioni
* Cavo SEVI BIO-HABITAT
Bio Interruttore : associato all’impiego dei CAVI BIO HABITAT è un dispositivo progettato con lo scopo di eliminare l’inquinamento elettromagnetico liberato dall’impianto elettrico, non facendo più correre onde nocive all’interno dei conduttori anche quando tutte le luci della casa sono spente.
Riassumendo:
Nel progettare un impianto ex-novo il consiglio è allora di non disporre i cavi in percorsi ad anello. Meglio la distribuzione a stella purché parta da un’unica scatola centrale. Per il percorso delle dorsali preferire i tratti che sono poco vissuti, tipo i corridoi. Se l’obiettivo è di realizzare un impianto a bassa emissione di campi elettromagnetici dobbiamo pensarne uno semplice, che tenga conto delle nostre esigenze: è meglio avere una presa in più oggi, piuttosto che una prolunga in giro per la casa domani. Per l’area notte l’impianto deve essere proprio essenziale, direi "francescano" evitando tutta l’elettronica, compreso il televisore.
L’impianto deve essere realizzato con appositi cavi schermati, mentre le scatole di deviazione vanno protette con l’apposita vernice schermante e poi messe a terra, coperchio compreso.
E' poi necessario allestire linee con cavi del tipo BIO HABITAT ,separate per le camere, ognuna con il suo biointerruttore di controllo e con un ottimo impianto di messa a terra.
Per reti elettriche già esistenti è indispensabile rimuovere dalla zona notte gli apparecchi elettronici ed inserire il biointeruttore a protezione di ogni camera. Se la sezione delle tubature esistenti lo consente bisogna sostituire i cavi elettrici normali con quelli schermati.
Sostituire anche letti, reti e materassi che contengono parti metalliche.
Non è stato detto finora, ma è scontato, che qualsiasi intervento sull’impianto elettrico deve essere fatto da un tecnico qualificato.
E’ preferibile rivolgersi ad un esperto che abbia conoscenza della bioedilizia: saranno scongiurate noiose discussioni ed inutili perdite di tempo.
Al tecnico dovremo rivolgerci anche per la manutenzione dell’impianto elettrico che non è da eseguire solo quando si presenta qualche problema, ma con periodicità. Infatti, l’efficienza dell’impianto di terra e quella degli interruttori differenziali è da tenere costantemente sotto controllo. Basta un po’ di polvere sui contatti dell’interruttore differenziale e un impianto che si riteneva sicuro sarà inesorabilmente privo di protezione.